Monthly Archives:Aprile 2017

I BENEFICI DELLA TRIPHALA

13 Apr 17
admin
No Comments

I BENEFICI DELLA TRIPHALA

triphalaLa ricetta di questo tradizionale integratore a base di erbe risale a migliaia di anni ed è menzionata nei tradizionali testi indiani “Charak” e “Sushrut Samhitas” (1500 a.c.).

Triphala è considerata una preparazione tridoshica di erbe, avendo effetti bilancianti e ringiovanenti sui tre elementi costituenti che governano la vita umana: Vata, che regola il sistema nervoso, Pitta che mantiene il processo metabolico, e Kapha, che dà supporto all’integrità strutturale. Il termine “Triphala” significa “tre frutti”. Triphala è considerata una combinazione nota e tradizionale, impiegata ampiamente dai guaritori ayurvedici. Triphala è formata da: Emblica officinalis ( Amalaki o amla), Terminalia Chebula (Haritaki), Terminalia Bellerica (Bibhitaki).

– Emblica officinalis ha un sapore aspro e può essere associato all’umore Pitta. Amalaki è una potente erba ringiovanente. L’amla possiede la più alta concentrazione di vitamina C presente in natura: possiede circa 20 volte il contenuto di vitamina C di una comune arancia. Favorisce la longevità e il sostentamento di tutti i tessuti corporei. Ritarda l’invecchiamento e mantiene la qualità nutriente cellulare. Molti studi dimostrano che il frutto è molto efficace nel ridurre il rischio di molti disturbi cronici, agendo da radical scavenger.Altri studi indicano che è molto più efficace rispetto alla vitamina C individuale,a ridurre le anormalità cromosomiche. La naturale vitamina C di Amalaki è facilmente assorbibile rispetto alla vitamina C sintetica. La vitamina C nell’amla ha una stabilità al tempo e al calore, dovuta alla presenza di alcuni tannini che si legano ad essa inibendo la sua dissipazione.

amalaki, bibhitalki e haritaki

Le ricerche mostrano che quando Amalaki viene assunta regolarmente come un integratore alimentare,reagisce agli affetti tossici provocati da un’esposizione prolungata a metalli pesanti,come il Piombo,Alluminio e Nichel.

Altri studi dimostrano che aumenta il numero dei globuli rossi e la percentuale dell’emoglobina, e rinforza la fase anabolica(processo metabolico della sintesi proteica). Il frutto secco di Amalaki riduce i livelli del colesterolo, e l’aterosclerosi indotta dal colesterolo (ostruzione delle arterie).

– Terminalia Chebula ha un sapore amaro e corrisponde all’umore Vata. Il mirobolano chebulico, noto come “Haritaki”, è una pianta meravigliosamente rinforzante e purificante, ed è considera la più sacra della regione himalayana. Viene raffigurato tra le mani del Buddha guaritore, ed è anche la pianta sacra del Dio Shiva. L’Haritaki  è, all’interno del Triphala, la pianta a maggiore potere lassativo; perciò gli individui che soffrono di stipsi ostinata possono assumerlo sia da solo che in quantità notevoli. Pulisce e detossifica i livelli organici più profondi senza ridurre le riserve corporee. È un lassativo sano e contiene gli antrachinoni, simili a quelli che si trovano nella cascara e rabarbaro.

Haritaki, tradizionalmente assunta in primavera, è una risorsa ricca in tannini,amminoacidi,fruttosio,acido succinico e betasitosteroli. Numerosi studi compiuti su Terminalia Chebula dimostrano le sue proprietà anti-spasmodiche riducendo l’aumento anormale dei valori della pressione sanguigna e lo spasmo intestinale.

– Terminalia bellerica ha proprietà astringenti, toniche, digestive ed antispasmodiche. Il suo gusto primario è astringente, quello secondario è dolce, amaro e pungente. Il suo obiettivo sono i disequilibri associati a Kapha. Il frutto possiede proprietà antibatteriche. E’ utilizzato in caso di idropisia, emorroidi, diarrea.Ha una potente azione purgante.Può espellere l’accumulo di muco o calcoli nel tratto digestivo, urinario, circolatorio e respiartorio. E’ anche considerato un forte ringiovanente del corpo, specialmente per la voce, vista e capelli.

Studi recenti mostrano che Terminalia Bellerica può ridurre i livelli dei lipidi attraverso il corpo, in modo specifico nel fegato e cuore. Ciò dimostra che ha una forte azione nel prevenire l’ accumulo di grassi nel cuore o fegato, quindi può ridurre il rischio di malattie associato a questi organi. Inoltre purifica e bilancia gli eccessi di muco, cura l’asma, le affezioni bronchiali, le allergie e il singhiozzo.

di andare a dormire. In caso di costipazione cronica, prendere 2 pastiglie 2 volte al giorno. Può essere assunto per un periodo lungo, senza effetti collaterali.

triphala max

ASD Rasayana Ayurveda Bergamo consiglia  TRIPHALA MAX di Bliss Ayurveda Italy, una formulazione ayurvedica con l’aggiunta di rosa e finocchio. TRIPHALA MAX può aiutare la depurazione dell’intestino.

E’ un lassativo leggero contro la stitichezza, non crea assuefazione, aiuta a rimuovere le tossine dall’intestino, regolarizza il movimento intestinale, mantiene in salute la flora intestinale ed è utile nelle emorroidi e ragadi anali. E’ buono per la salute degli occhi.

Ingredienti: Phyllanthus emblica, Terminalia chebula, Terminalia bellerica, Foeniculum vulgare, Rosa centifolia

Dosaggio suggerito e durata del trattamento: Prendere 2-4 pastiglie dopo cena con acqua tiepida prima di andare a dormire. In caso di costipazione cronica, prendere 2 pastiglie 2 volte al giorno. Può essere assunto per un periodo lungo, senza effetti collaterali.

Consigli alimentari: Preferire verdure fresche, succhi di frutta freschi, zenzero, coriandolo, latte tiepido, acqua tiepida, datteri etc.

I segreti delle campane tibetane, lo sblocco e il riallineamento dei chakra.

05 Apr 17
admin
No Comments

Non perdere l’occasione di provare l’esclusivo trattamento ayurvedico abhyangam con l’aggiunta delle campane tibetane per favorire lo sblocco e il riallineamento dei chakra. Chiama ora lo 035.249686 e fissa il tuo appuntamento.

I SEGRETI DELLE CAMPANE TIBETANE

Secondo la Tradizione indiana il cosmo ha avuto origine dal suono che è una forma di energia molto potente. Il suono originario è l’OM, il suono sacro primario ed il primo movimento vibrazionale da dove veniamo ed al quale ritorneremo. Perciò la musica che è in grado di risvegliare la coscienza del sé con le vibrazioni sonore primordiali è considerata sacra ed in particolare quella delle campane tibetane ci fa entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi favorendo uno stato di benessere e di meditazione, permettendoci di ritrovare quella sensazione di unità tra corpo e spirito che ci appartiene ma che spesso dimentichiamo. Le campane tibetane riproducendo la vibrazione sonora originaria dell’OM ci permettono di affrontare il tema degli effetti del suono sulla mente, sul corpo e sullo spirito dato che il modo più semplice di comunicare della materia cellulare vivente è tramite le vibrazioni sonore.
Le campane tibetane (“singing bowls”), sono strumenti sonori diffusi soprattutto in Tibet, in Nepal, ma anche in India , Giappone e Cina. La loro origine risale probabilmente a circa 3000 anni fa, cioè in un periodo  precedente al Buddismo. Secondo la tradizione, in quel periodo in Asia si praticava una forma di culto animistico chiamata Bon. Questa particolare forma di sciamanesimo attribuiva al suono delle campane, ma anche di altri strumenti come cimbali (ting-sha) e gong, un grande potere di guarigione, e la capacità di avvicinare l’uomo alla divinità. Anticamente si narra che le campane venissero prodotte durante determinati periodi dell’anno ed in corrispondenza di fasi lunari adeguate, in concomitanza a pratiche legate al culto del fuoco. Si dice che venissero recitati dei mantra durante la forgiatura per decidere lo specifico potere ed uso della campana. Si narra di Campane tibetane mitiche, antichissime, venerate da tutti i monaci del Tibet. I monasteri che le custodivano erano meta di pellegrinaggio da parte di monaci e fedeli laici che desideravano ricevere beneficio ed illuminazione dall’ascolto del loro suono. Le campane tibetane cominciarono a diffondersi in Occidente negli anni ‘50, dopo l’occupazione del Tibet da parte della Cina. In seguito all’occupazione cinese, molti monaci fuggirono dal Tibet. Quando in  Europa cominciarono a diffondersi i monasteri le campane furono adoperate per le pratiche religiose. Da quel momento le campane  furono impiegate anche per il loro potere curativo nella suonoterapia.

Le campane tibetane

Sono formate con una lega derivante dalla fusione di sette metalli che corrispondono simbolicamente a ciascuno ai sette pianeti del sistema solare ed il loro suono è in grado di armonizzare i sette centri energetici – chakra – a seconda della nota prevalente e delle sue armoniche. Il suono caratteristico di ciascuna campana  varia in base alla proporzione dei componenti della lega, alla forma ed allo spessore; e viene provocato da un batacchio di legno con il quale si possono esercitare dei rintocchi o una vibrazione sonora continua facendolo girare lungo il bordo della campana. Sebbene ciascuna campana tibetana emetta una o 2 note prevalenti, esse riproducono la vibrazione dell’OM (il mantra originario) che si è propagato al momento della nascita dell’universo.

Secondo la simbologia cosmica le relazioni tra i 7 metalli ed i pianeti è la seguente:

Le Campane Tibetane producono quindi suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti, e trasmettono queste vibrazioni a chi le suona o anche semplicemente le ascolta. Questo fenomeno si chiama, in termini tecnici, “concordanza di fase” e si ottiene quando due onde tendono ad unirsi e a vibrare all’unisono. Grazie a questo fenomeno, quando si percuote una campana tibetana si creano delle forti vibrazioni che si propagano lungo il braccio (se la campana viene tenuta sul palmo della mano) o lungo il punto di appoggio della campana stessa (nel caso ad esempio in cui venga appoggiata sui chakra), massaggiandolo in profondità. Si viene così a creare una concordanza di fase fra la campana e la persona che vi è a contatto (biorisonanza) producendo di solito uno stato di profonda quiete interiore ed esteriore che può andare anche al di là del semplice rilassamento.Il corpo umano è un insieme di vibrazioni e onde, e se gli organi sono sani, vibrano alla giusta frequenza, mentre quelli ammalati hanno una frequenza disturbata. Le vibrazioni delle campane tibetane richiamano la frequenza armoniosa originale e stimolano così il corpo che entra in sintonia con la sua frequenza ritrovando autonomamente le proprie frequenze armoniose.

Un altro modo di adoperare le campane tibetane è quello di tenere la ciotola nella mano sinistra appoggiandola sulla punta delle 5 dita. Fisicamente questa impugnatura consente la massima vibrazione della campana, e da un punto di vista simbolico rappresenta una energia femminile yin di contenimento (la ciotola) sostenuta dalle 5 “buddhità” (le dita), poiché ogni dito rappresenta una forma di manifestazione del Buddha.

Le sette note musicali prodotte dalle sette campane tibetane possono riequilibrare i  7 chakra corrispondenti.

Suonoterapia con le campane tibetane

Secondo la medicina tradizionale ogni malattia nasce da una disarmonia fra il corpo e lo spirito (mente), come ad esempio nel caso di traumi fisici e morali che rompono l’equilibrio psico-fisico. Infatti,  il corpo umano è pervaso di onde di energia che si propagano tra gli organi e che fanno vibrare l’organismo come uno strumento musicale. Se le frequenze delle vibrazioni si distorcono  in alcune regioni corporee a causa di disturbi psico-fisici si determinano degli accumuli e blocchi energetici; le campane possono riportare in armonia l’organismo riequilibrando i chakra corrispondenti perché producono un campo vibrazionale armonico che entra in risonanza con il nostro corpo riarmonizzandolo.  Per i suoi effetti benefici il massaggio sonoro con le campane tibetane  (suono terapia) è sempre più adoperato e garantisce un rilassamento profondo e totale dell’organismo, in quanto, essendo il corpo umano composto in prevalenza di acqua, la vibrazione raggiunge ogni piccola parte del corpo, anche in profondità. I principali vantaggi sulla salute mediante il massaggio sonoro sono: stimolare l’energia vitale, favorire il rilassamento, combattere l’insonnia, migliorare la concentrazione, sincronizzare gli emisferi cerebrali, migliorare la respirazione.

Le frequenze vibrazionali naturali

Il nostro corpo nel suo stato più naturale e rilassato vibra ad una frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo (Hertz); la Terra vibra anch’essa alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (la cosiddetta risonanza Schumann). Per tale ragione il nostro organismo e la Terra sono in sintonia vibrazionale e questa sintonia è ancora più evidente al livello del sistema nervoso quando si raggiunge lo stato meditativo di serena vigilanza durante il quale vengono emesse onde alfa con frequenza di circa 8 cicli al secondo. Anche le campane tibetane emettono onde alfa simili alle onde cerebrali con frequenze comprese tra gli 8 e i 12 Hertz, ed hanno una configurazione regolare e sincronizzata; ciò spiega il loro effetto riarmonizzante. Per comprendere meglio il fenomeno si consideri che le onde cerebrali possono emettere quattro frequenze distinte ognuna delle quali corrisponde a determinati stati di coscienza:

  1. onde beta: sono prodotte dal cervello in stato di veglia;
  2. onde alfa: sono prodotte dal cervello in stato di calma e meditazione;
  3. onde teta: corrispondono allo stato di dormiveglia o sonno leggero;
  4. onde delta: sono associate al sonno profondo.
Da questa suddivisione appare chiaro che l’emissione di onde alfa (con frequenze dagli 8 ai 12 Herz) da parte delle campane tibetane è in grado di favorire lo stato di coscienza che conduce alla calma ed alla meditazione.

La danza dell’acqua

Una miriade di goccioline si generano durante la risonanza di una campana tibetana contenete dell’acqua. Un fenomeno degno di nota che riguarda le campane tibetane è quello che si verifica quando si pone dell’acqua dentro di esse e si fanno risuonare. Le vibrazioni fanno increspare l’acqua che zampilla in centinaia di goccioline che corrono sospese sulla superficie in un’incredibile danza. Nel 1831 la fisica di Michael Faraday dimostrò che quando un fluido orizzontale viene fatto vibrare in senso verticale la sua superficie rimane piatta fino a un valore limite dell’accelerazione: a quel punto sulla superficie si formano delle onde che oscillano con una frequenza pari a metà della frequenza incidente.  Man mano che aumenta la forza impressa, cioè man mano che aumentiamo la velocità con cui facciamo girare il batacchio sul bordo della campana tibetana, si originano onde di forme più complesse. Infine le onde diventano non quantificabili, la superficie si rompe e si formano delle goccioline che rimbalzano, rotolano e scivolano sulla superficie. Gli scienziati le chiamano walker drops, “gocce camminatrici”. Affinché le goccioline camminatrici permangano devono rimbalzare a una determinata frequenza, pari alla metà della frequenza dell’accelerazione impressa cosicché entrino in risonanza con le onde sulla superficie dell’acqua. Inoltre l’acqua deve trovarsi in una condizione molto vicina al valore limite dell’accelerazione stabilito da Faraday in modo che le onde più ampie e lunghe interagiscano con le goccioline che cadono. Ogni gocciolina rimbalza sul fianco dell’onda che si è creata al precedente rimbalzo e riceve un impulso in una direzione specifica lungo la quale procede a velocità costante. Perciò queste goccioline camminatrici presentano sia un comportamento da particella che un comportamento da onda; questo doppio comportamento corpuscolare-ondulatorio è tipico delle particelle subatomiche descritte dalla meccanica quantistica e riflette la visione buddista del modo fenomenico. Si chiedono, allora, i ricercatori se da queste antiche campane per la meditazione possano emergere importanti considerazioni riguardanti la moderna fisica che, secondo i monaci, si sta sempre più avvicinando alla conoscenza tradizionale buddista ed induista.Particolare in cui si notano alcune goccioline sferiche generate dalla vibrazione di una campana tibetana.Riassumendo, le campane tibetane costituiscono una pratica alchemica ancestrale che viene oggi riosservata ed analizzata anche al livello scientifico, permettendo così una compenetrazione unificatrice tra la conoscenza “antica” e quella “moderna”. Uno studio di acustica e fluidodinamica analizza il suono e le vibrazioni della coppa di metallo e della superficie dell’acqua in una campana tibetana e scopre come rispondono a determinate frequenze.

È un suono profondo e vibrante che incanta anche i profani, e ancora di più incantano gli straordinari zampilli che si creano se la ciotola è riempita d’acqua e si fa scorrere un batacchio di legno lungo il suo bordo: le vibrazioni fanno increspare l’acqua che zampilla in centinaia di goccioline che corrono sospese sulla superficie in un’incredibile danza. Non è facile spiegare con la fisica questi fenomeni. Ci hanno provato Denis Terwagne dell’Università di Liegi e John W. M. Bush del Dipartimento di Matematica del MIT di Boston. Il loro lavoro è pubblicato sulla rivista Nonlinearity. Hanno cominciato con riprendere la fisica di Michael Faraday che nel 1831 dimostrò che quando un fluido orizzontale viene fatto vibrare in senso verticale la sua superficie rimane piatta fino a un valore limite dell’accelerazione: a quel punto sulla superficie si formano delle onde che oscillano con una frequenza pari a metà della frequenza incidente.  Man mano che aumenta la forza impressa, cioè man mano che aumentiamo la velocità con cui facciamo girare il batacchio sul bordo della campana tibetana, si originano onde di forme più complesse. Infine le onde diventano caotiche, la superficie si rompe e si formano delle goccioline che rimbalzano, rotolano e scivolano sulla superficie. Gli scienziati le chiamano walker, “camminatrici”. Affinché le goccioline camminatrici permangano devono rimbalzare a una determinata frequenza, pari alla metà della frequenza dell’accelerazione impressa cosicché entrino in risonanza con le onde sulla superficie dell’acqua. Inoltre l’acqua deve trovarsi in una condizione molto vicina al valore limite dell’accelerazione stabilito da Faraday in modo che le onde più ampie e lunghe interagiscano con le goccioline che cadono. Ogni gocciolina rimbalza sul fianco dell’onda che si è creata al precedente rimbalzo e riceve un impulso in una direzione specifica lungo la quale procede a velocità costante. Queste goccioline camminatrici presentano sia un comportamento da particella che un comportamento da onda; questo doppio comportamento corpuscolare-ondulatorio è tipico delle particelle submicroscopiche descritte dalla meccanica quantistica. Si chiedono, allora, i ricercatori se da queste antiche campane per la meditazione possa emergere la moderna fisica.

Fonti bibliografiche:

http://www.ilcuoredellecose.com/department/92/Campane-Tibetane-effetti-sull’uomo.html
http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/19/i-segreti-delle-campane-tibetane/
http://www.karmashop.it/asp/asp/ec_campanetibetane.asp
http://utenti.multimania.it/ayurvedalily/photoalbum2.html
http://www.agnesedonini.it/index.php?option=com_content&task=view&id=9&Itemid=49
http://chakra.altervista.org/Campane_Tibetane.htm
http://www.anjali.it/singing_bowls_9.html

http://www.taianokai.org/?page_id=2023

 http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/19/i-segreti-delle-campane-tibetane/